Anche se tradizionalmente la comunità professionale della Scuola organizza la propria attività di ricerca attraverso l'assunzione di un tema prioritario, su cui concentrare il lavoro di tutti per un anno scolastico, l’esperienza ha mostrato che, ciclicamente, occorre dedicare un tempo maggiore per la sistematizzazione degli esiti e delle procedure definite rispetto a un argomento, mentre si inizia ad avviare la riflessione su altri aspetti non ancora sufficientemente tematizzati.
Tale circostanza, che si manifesta soprattutto quando ci si occupa di pratiche particolarmente complesse, è nuovamente emersa nel corrente anno, in cui, quindi, il lavoro collettivo è stato organizzato attorno a tre prospettive, di cui si sono occupati tre specifici gruppi di lavoro; gli stessi hanno poi coinvolto i colleghi attraverso diverse modalità, di cui si darà conto.
La definizione di un percorso organico di Tutoraggio, che accompagni gli alunni lungo il triennio, favorisca un loro approccio riflessivo all'esperienza scolastica e ne sostenga l’apprendimento, costituisce uno degli obiettivi più ambiziosi del progetto di ricerca e innovazione Wikischool.
Tale prospettiva di lavoro risulta ancora più interessante, in quanto:
è perseguita in tutte e tre le scuole coinvolte nel progetto, che l’hanno tradotta in pratiche operative anche molto diverse tra di loro;
ha lo scopo di rendere l’azione di tutoraggio condivisa da tutti e strutturale nel profilo professionale di tutti i docenti del primo ciclo;
cerca di integrarsi in modo coerente ed efficace con altre pratiche didattico-educative generate nell’ambito del medesimo progetto di ricerca e innovazione (valutazione formativa intermedia, valutazione descrittiva, pratiche di orientamento, educazione digitale, ecc.).
Per tutte queste ragioni, è evidente che le soluzioni operative via via adottate non possono mai dirsi definitive e devono continuamente essere riviste, per risultare sempre più utili e anche gestibili.
Ancora una volta, quindi, procedure e strumenti sono stati oggetto di revisione e, in particolare, si è cercato di agire sui seguenti elementi:
organizzazione dei colloqui più sistematica e sostenibile, attraverso la definizione di giornate dedicate e l’affidamento dei colloqui al solo tutor, anziché al tutor e a un docente in affiancamento, nella maggior parte delle occasioni;
individuazione più coerente di alcuni temi portanti, che si ripresentano in tutti gli anni del percorso: la discussione delle valutazioni formative intermedie, la riflessione sui laboratori interdisciplinari caratterizzanti il curricolo di scuola e la rilettura delle valutazioni ricevute, con particolare riguardo a quelle descrittive;
la definizione di modalità e strumenti più agili per la trascrizione e condivisione delle informazioni emerse durante i colloqui all’interno dei Consigli di classe.
Vedi:
Il grafico con la scansione temporale delle pratiche previste
Gli strumenti di supporto aggiornati:
Il gruppo di valutazione ha proseguito il percorso di ricerca-azione sulla valutazione descrittiva e ha lavorato insieme al gruppo Tutoraggio per individuare possibili connessioni tra il lavoro sulla valutazione e quello sul tutoraggio.
Il gruppo ha lavorato in più direzioni.
Documentazione e formazione
Analisi dei materiali prodotti lo scorso anno e tentativo di sistematizzare gli esiti e i materiali.
Il gruppo ha curato la documentazione del lavoro attraverso uno strumento chiamato la “cassetta degli attrezzi” online, raccolta di esperienze e strumenti operativi. Inoltre è stato scritto un articolo sull’interrogazione tra pari che verrà prossimamente pubblicato sulla rivista dell’MCE.
Sul fronte della formazione si sono tenuti incontri con scuole di Cornigliano, Massa Carrara e La Spezia, con il gruppo argomentazione del DIMA e nel ciclo di didattica della matematica, oltre al corso LabTD; restano in programma un incontro con la scuola di Milano e l’eventuale avvio di una rete.
Monitoraggio del lavoro di ricerca dell’anno in corso, condotto su due piani
Sul piano del dichiarato sono state rilevate l’estensione della sperimentazione e le forme di valutazione adottate nelle diverse classi e dai docenti di sostegno.
Sul piano dell’agito è stata realizzata un’elaborazione dei dati del registro relativi al primo quadrimestre: oltre 10.000 valutazioni complessive, 12 classi e 44 docenti coinvolti, con un’analisi delle valutazioni descrittive per materia e tipologia.
Sempre sul piano dell’agito, tra aprile e maggio il gruppo ha condotto un ciclo di interviste a campione (circa 24, svolte a coppie con i docenti intervistati, della durata di 30 minuti). Dal report emergono ampi punti di accordo - di ansia e competitività, la restituzione come momento di apprendimento, il valore inclusivo per il sostegno, reazioni positive delle famiglie - accanto a nodi controversi e criticità: il rapporto tra descrittiva pura e sistema misto, la conversione nel voto di pagella, il carico di lavoro, l’eterogeneità tra docenti e l’accessibilità per alunni fragili e famiglie straniere.
Raccordo con il documento di valutazione formativa e le pratiche di tutoraggio:
La valutazione descrittiva è entrata a far parte del percorso del tutoraggio. Per tutte e tre le classi è stato svolto un colloquio tutor tutorato che ha avuto come punto di partenza le valutazioni ricevute dall’alunno fino a quel momento. Ogni tutor ha ricevuto le valutazioni del proprio tutorato e ha potuto fare un’analisi delle ricorrenze per poter poi procedere al colloquio usando queste domande guida:
Cosa dicono di te le valutazioni sul registro?
Pensi ti diano suggerimenti utili?
Hai ricevuto suggerimenti utili in merito ai seguenti aspetti: richiesta di spiegazioni; cura e uso dei materiali; organizzazione del tempo per lo studio e per i compiti; confronto e disponibilità coi compagni; uso di sottolineature, riassunti, schemi, tabelle, scalette, prove di esposizione orale; lettura delle consegne; controllo finale del lavoro.
Seminari e prospettive
Il percorso è stato condiviso nel seminario intermedio del 17 dicembre 2025 e nel seminario finale del 27 maggio 2026. Guardando al futuro, il gruppo ha messo a fuoco le tensioni tra libertà di scelta e uniformità nella restituzione, il problema della pagella e quello della sostenibilità, proponendo di mantenere invariata la pagella, di conservare libertà di scelta nella valutazione in itinere chiedendo a tutti di sperimentare ancora la descrittiva su almeno una verifica e un percorso a quadrimestre, e di verificare possibili modifiche al registro per agevolare l’inserimento delle valutazioni descrittive.
Nel corso dell'a.s. 2025/26, uno dei gruppi di lavoro ha approfondito il tema della comprensione, intesa come competenza che sostiene l'apprendimento in tutte le discipline e nei diversi contesti. Il lavoro si è sviluppato lungo due direttrici:
la riflessione sui campi semantici delle discipline;
la sperimentazione di strategie per la comprensione testuale.
I campi semantici come strumento per la comprensione
Una prima linea di ricerca ha coinvolto i dipartimenti disciplinari in un confronto sul lessico utilizzato nei percorsi didattici. La riflessione condivisa sulle parole, sui concetti e sulle espressioni proprie di ciascun ambito di apprendimento ha permesso di mettere a fuoco gli obiettivi delle unità didattiche e di interrogarsi sulle attività più efficaci per favorire la comprensione dei contenuti.
Dal lavoro dei dipartimenti sono emersi alcuni elementi comuni:
la stratificazione del lessico: in diverse discipline è stata evidenziata la necessità di distinguere tra parole di uso comune, termini specifici e concetti più complessi;
l'ancoraggio all'esperienza: il lessico disciplinare acquista significato quando viene costruito a partire da attività concrete di osservazione, ascolto, e rappresentazione;
la riflessione sui processi di apprendimento: alcuni dipartimenti hanno orientato il lavoro verso una maggiore consapevolezza del linguaggio utilizzato per insegnare e apprendere, ponendo l'attenzione sulla microlingua della glottodidattica, o concentrandosi sulla costruzione di routine lessicali, strumenti di sintesi e glossari condivisi.
Questa esperienza ha confermato come il lessico rappresenti uno (certamente non l’unico!) degli aspetti più rilevanti per sostenere la comprensione e l'accesso ai contenuti disciplinari, costituendo un nodo cruciale del processo di apprendimento. Per questo motivo, il percorso potrà proseguire all'interno dei dipartimenti attraverso la condivisione e la progettazione di pratiche, strumenti e strategie comuni, in un'ottica di continuità e coerenza didattica tra le diverse discipline.
La comprensione testuale e il Reciprocal Teaching
Una seconda linea di ricerca ha riguardato la sperimentazione di attività dedicate alla comprensione dei testi. Il lavoro ha alternato momenti ludici basati sul gioco linguistico e l'utilizzo di metodologie strutturate già consolidate, con particolare attenzione al Reciprocal Teaching.
La sperimentazione è stata realizzata a partire da testi espositivi suddivisi in sequenze. Gli studenti hanno operato in piccoli gruppi, organizzati in modo eterogeneo o omogeneo in base alle caratteristiche delle classi e agli obiettivi delle attività.
Attraverso il Reciprocal Teaching gli alunni sono stati guidati a mettere in pratica strategie fondamentali per la comprensione: formulare domande, chiarire il significato di parole e passaggi complessi, sintetizzare le informazioni principali e formulare previsioni sul contenuto del testo. Il lavoro cooperativo ha favorito il confronto tra pari e la costruzione condivisa del significato.
L'esperienza ha evidenziato come la comprensione non sia un processo spontaneo, ma una competenza che può essere insegnata, esercitata e resa sempre più consapevole. Per questo motivo si propone di proseguire la sperimentazione nei diversi dipartimenti, individuando testi significativi sui quali applicare il metodo del Reciprocal Teaching, con l'obiettivo di consolidare strategie di lettura efficaci, sviluppare l'autonomia degli studenti e promuovere una maggiore capacità di comprendere, interpretare e rielaborare le informazioni.